Feste e cocaina a Bari con Giampaolo Tarantini
Un fiume di cocaina nelle feste dei Vip fra Bari e Giovinazzo, dove al centro della scena Gianpi Tarantini, insieme al suo presunto spacciatore, Bartolomeo Rossini, barese di 39 anni residente al quartiere San Girolamo. Sarebbe lui, stando all’accusa, l’uomo che avrebbe rifornito per mesi di cocaina Gianpi Tarantini e attraverso di lui i suoi celebri ospiti; uomini e donne della Bari bene, soprattutto commercianti e imprenditori molti noti in città, ma anche ragazze identificate semplicemente con un nome. I fatti contestati risalgono al periodo compreso fra il 2 agosto 2002 e il 15 febbraio 2003, ma sembra arricchirsi sempre con nuovi eventi anche recenti. Questo per via dei dialoghi telefonici intercettati e registrati dagli investigatori nel corso della inchiesta per corruzione nel sistema degli appalti della sanità pugliese, coordinata dal pm Giuseppe Scelsi, l’ultima in ordine di tempo.
Gli investigatori stanno ricostruendo i passaggi attraverso i quali lo stupefacente veniva acquistato dagli spacciatori, portato nelle feste, ceduto e consumato. Tra «escort» e cocaina il giro avrebbe coinvolto in tempi recenti e a vari livelli nomi importanti della vita politica e delle pubbliche amministrazioni baresi di diversa estrazione politica.Lo stesso giro di cocaina consumata durante quelle serate conviviali in casa di Giampaolo Tarantini e documentato sin dalla prima inchiesta datata 2001-2004 sul sistema delle forniture di protesi sanitarie ad Ausl che coinvolge i fratelli Tarantini e il coordinatore regionale del movimento politico «La Puglia prima di tutto», Salvatore Greco, indagati con altre venti persone per associazione per delinquere e concorso in falso.

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