Bari, ragazza romena costretta a prostituirsi

Una ragazza rumena, sognava di vivere in Italia, con una vita nuova e un buon lavoro, ma come per quasi tutte le straniere quello che le era stato prospettato tutto era tranne che quello.Arrivata nel barese è stata costretta a vendersi per strada o in tuguri fatiscenti, e la persona dele 1000 promesse l’ha violentata più e più volte, e l’ha depredata dei suoi guadagni non voluti. I suoi aguzzini sono sei suoi connazionali da qualche tempo in Italia alla cui attività i carabinieri hanno posto fine alcune sere fa sottoponendoli prima a fermo e poi, arrestandoli. È stata proprio la ragazza a denunciare quanto le veniva fatto ai carabinieri che nel giro di 48 ore rintracciano e catturano i sei romeni. Nel corso delle indagini, curate nei minimi particolari e con la massima riservatezza, per evitare rischi di fuga, sono stati sequestrati soldi, telefoni cellulari, due autovetture e una specie di tugurio nel quale la ragazza era costretta a subire gli abusi.

Bari : finisce in carcere dopo lite con convivente e figlie di lei

È finito in manette Giovanni Carofiglio, 54enne barese, benzinaio, dovrà rispondere di minacce gravi, resistenza, danneggiamento, porto illegale di arma clandestina. L’uomo, vedovo da 4 anni, conviveva con una sua coetanea e le sue due figlie in un appartamento al quinto piano di via Trisorio Liuzzi, a Loseto. I rapporti con le figlie della compagna erano piuttosto tesi, non sopportavano la presenza dell’uomo in casa e spesso c’erano stati litigi. Nella serata di giovedì scorso l’uomo aveva litigato per l’ennesima volta con la madre delle ragazze. Dopo la discussione, la donna aveva preso le chiavi della macchina ed era andata via. Poche ore dopo, una nuova lite, ma stovolta con le figlie di lei mentre l’uomo però impugnava una pistola non denunciata al comando dei carabinieri più vicino.Le due sono riuscite a mettere alla porta l’uomo che le minacciava e subito dopo, grazie all’intervento delle «Volanti» della Polizia, lo hanno fatto arrestare. .
Trasferito in questura, Carofiglio ha dato nuovamente in escandescenze, sfondando con un calcio la porta di un ufficio. Ora è in carcere.

Latitante barese arrestato in Germania

Il latitante barese Giovanni Pancotto, di 48 anni, ritenuto responsabile di aver ucciso con un colpo di pistola all’addome il presunto boss Michelangelo Stramaglia, di 49 anni è stato arrestato in Germania ad Irschenberg dalla polizia tedesca su indicazione dei carabinieri del comando provinciale di Bari, che avevano inviato dettagliate informazioni all’Interpol e alla divisione Sirene. Secondo le indagini dei carabinieri, Stramaglia era a capo di un clan mafioso camorristico che gestiva il traffico di sostanze stupefacenti e l’usura nella cittadina di Valenzano e in alcuni Comuni limitrofi. La vittima era inoltre ritenuta referente dello storico clan mafioso Parisi di Bari. Pancotto è stato catturato Nei confronti del latitante pendeva un mandato di cattura internazionale firmato dal gip del tribunale di Bari il 3 giugno scorso, su richiesta del pm inquirente della Dda Elisabetta Pugliese. L’omicidio fu compiuto a Valenzano (Bari) il 24 aprile 2009.

Trasportava sigarette arrestato a Bari

Un’operazione avvenuta nel porto di Bari, ha portato al sequestro di trecento chilogrammi di sigarette, all’ arresto di un cittadino greco sbarcato col suo camper e la denuncia di due bulgari a bordo di un furgone. L’accurata ispezione dei due mezzi ha permesso di ritrovare complessivamente circa 300 chili di sigarette di contrabbando, la cui immissione in commercio avrebbe permesso un’evasione di diritti per 40mila euro.
Il greco alla guida del camper è stato arrestato e accompagnato nel carcere di corso Alcide De Gasperi, i due bulgari che si trovavano a bordo del furgone sono stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria. L’episodio dimostra che il contrabbando è sempre un investimento appetibile per la criminalità.

Arrestato uno stalker a Bari

E’ finita con l’arresto dello stalker, il persecutore violento, la lunga serie di minacce, ingiurie e botte, che ha subito una donna barese di 42 anni. In manette il marito, cittadino tunisino di 46 anni, che da mesi non abitava più con lei e che per mesi l’aveva perseguitata, umiliata e ingiuriata. Ora l’uomo dovrà rispondere, secondo le nuove norme introdotte dalla legge sullo stalking, di atti intimidatori: è il secondo caso di arresto a Bari per questo genere di reato.
L’ultimo episodio di violenza, che ha poi portato alle manette, si è consumato nella casa della donna, in via Giulio Petroni, lunedì pomeriggio. Nonostante i continui rifiuti della donna, che temeva l’ennesima scena di follia, l’uomo ha cercato di entrare in casa, forzando la porta d’ingresso bloccando la stessa e rimanendo uno all’esterno e l’altro all’interno. L’uomo non si arrende, scende in strada e continua a gridare e minacciare la donna, ma all’arrivo della polizia, allertata dalla donna, l’uomo ha cercato di scappare, ma la sua fuga è stata breve. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito in carcere.

STALKING: UN ARRESTO DELLA POLIZIA A BARI

Un 27enne barese e’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di “stalking” nei confronti della ex convivente. Il giovane, assuntore di sostanze stupefacenti e responsabile di ripetuti atti persecutori nei confronti della donna, e’ stato sorpreso dagli agenti mentre tentava di irrompere in un negozio, all’interno del quale la vittima si era rifugiata per sottrarsi all’ennesima aggressione. L’uomo e’ stato rinchiuso nel carcere di Bari.

Arresto a Bari per trasporto sostanze illecite

E’ avvenuto oggi in provincia di Bari, l’arresto di n uomo di 38 anni di Bitonto (Ba). Nella sua stessa località di residenza, l’uomo è stato fermato da alcuni della polizia per semplici controlli e proprio durante quest’ ultimi, hanno scoperto che nella sua vettura trasportava 87 piantine di marijuana, appena germogliate, in sei vasi da giardino. Una successiva perquisizione domiciliare ha portato alla scoperta di circa 200 grammi di semi di “erba”. L’uomo e’ stato rinchiuso nel carcere di Bari con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti.

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