Famiglie pugliesi indebitate fino al collo. Il debito medio è di 31.200 euro

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Appena rientrati dalle ferie estive, ecco il solito tormentone per le famiglie italiane e meridionali in particolare: la stangata d’autunno.

Effetto crisi” sempre piu’ forte al Sud: nel corso di quest’anno, rispetto al 2009, il sovraindebitamento delle famiglie meridionali e’ cresciuto del 156,2% mentre l’usura e’ aumentata del 117,6%”.

A lanciare l’allarme e’ Contribuenti.it, l’Associazione contribuenti italiani che con il suo “Sportello Antiusura” monitora costantemente il fenomeno.

“Nel Mezzogiorno sono a rischio d’usura 681mila famiglie e 716mila piccoli imprenditori – stima Contribuenti.it – Il debito medio delle famiglie meridionali ha raggiunto la cifra di 31.200 euro, mentre quello dei piccoli imprenditori ha raggiunto il tetto dei 49.300 euro”.

Nella hit delle regioni piu’ esposte all’usura la Puglia è preceduta solo da Sicilia, Calabria, Basilicata e Molise: “la crisi economica, l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie, il proliferare del pagamento delle tasse a rate, l’impossibilita’ di accesso al credito bancario, la crescita del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive legalizzate ed il boom delle carte di credito revolving con tassi del 25% stanno trascinando migliaia di famiglie e piccole imprese meridionali nelle mani di spregiudicati usurai”.

“I dati – conclude Contribuenti.it – confermano che il fenomeno sta aumentando ed e’ ancora difficile intravedere l’apice. In passato, ogni qual volta l’economia ha segnato brusche frenate, l’usura ha subito delle forti crescite.

Ora c’e’ un ulteriore problema: oltre la poca propensione all’elargizione del credito associata a commissioni insopportabili applicate dalle banche e dalle esattorie, si sta registrando una aggressione al patrimonio familiare da parte del fisco, sia direttamente mediante la riscossione coattiva, che indirettamente attraverso l’uso spregiudicato delle scommesse sportive, costringendo numerose famiglie monoreddito a richiedere prestiti”.

Fonte by barilive.it

Foto by /istruzione.tanterisorse.com

A Bari il materiale didattico lo pagano i genitori

La scuola primaria è in ginocchio e batte cassa, rivolgendosi alle famiglie chiedendo un contributo per i materiali didaddici primari. Questa crisi si aggiunge a quella che ha visto la riduzione degli insegnanti, i dirigenti scolastici degli istituti baresi che si trovano adesso a fare i conti con un’altra emergenza. Mancano i fondi e in attesa che dal ministero arrivino i finanziamenti previsti per il nuovo anno scolastico, e a pagare le spese per il materiale di facile consumo delle scuole elementari saranno le famiglie.
Il primo giorno di scuola, la notizia viene data a genitori di oltre 30mila alunni della scuola primaria, che dopo le spese di routin dell’inizio dell’anno scolastico, quali zaino, quaderni, penne, diario, potrebbe arricchirsi di una nuova voce. La somma non è stata ancora precisata, ma sarà stabilita una quota pro capite necessaria a coprire le spese di gestione ordinaria della scuola. Sono 60 i circoli didattici di scuola primaria e dell’infanzia di Bari e provincia che si ritroveranno a chiedere a madri e padri degli alunni delle elementari «un contributo finalizzato a garantire il regolare avvio delle attività didattico- educative».
La quota, obbligatoria e uguale per tutte le strutture aderenti alla rete, servirà ad acquistare materiale utile alle esigenze di tutti i giorni. Con tanto di lista: risme di carta per le fotocopie, gessi per le lavagne, fino alla carta igienica e ai detersivi. La richiesta di una «quota associativa» alle famiglie viene già effettuata nelle scuole medie e superiori, ma le somme raccolte vengono utilizzate per pagare progetti aggiuntivi dell’offerta formativa. Gli alunni delle elementari, dovranno «pagarsi» invece la fotocopia, dalla carta, all’inchiostro per la stampa.

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