Agguato a Bari

Sembrerebbe riesplosa la lotta fra le organizzazioni criminali per il controllo dei traffici illeciti in città. Proprio ieri sera intorno alle 22,15 vi è stata una sparatoria avventua in via Don Cesare Franco,al quartiere San Girolamo di Bari, rione a ovest della città, dove Umberto Lorusso, conosciuto alle forze dell’ordine,di 31 anni è stato ferito con a una spalla Le sue condizioni non sembrano gravi e non dovrebbe essere in pericolo di vita, ma è certo che chi ha premuto il grilletto voleva ucciderlo, altrimenti avrebbe mirato parecchio più in basso. A chiamare i soccorsi un passante, dove poi è intervenuto il 118 portando il ferito al Policlinico, dov’è tutt’ora ricoverato.Per ora,
nessuna traccia del pistolero, che si presume sia entrato in azione a bordo di una moto guidata da un complice. Sull’accaduto indagano i poliziotti della Squadra mobile, diretti dal dottor Luigi Liguori. Gli agenti hanno informato immediatamente il pubblico ministero di turno alla Procura della Repubblica, che coordina tutti gli accertamenti.

Arrestato uno stalker a Bari

E’ finita con l’arresto dello stalker, il persecutore violento, la lunga serie di minacce, ingiurie e botte, che ha subito una donna barese di 42 anni. In manette il marito, cittadino tunisino di 46 anni, che da mesi non abitava più con lei e che per mesi l’aveva perseguitata, umiliata e ingiuriata. Ora l’uomo dovrà rispondere, secondo le nuove norme introdotte dalla legge sullo stalking, di atti intimidatori: è il secondo caso di arresto a Bari per questo genere di reato.
L’ultimo episodio di violenza, che ha poi portato alle manette, si è consumato nella casa della donna, in via Giulio Petroni, lunedì pomeriggio. Nonostante i continui rifiuti della donna, che temeva l’ennesima scena di follia, l’uomo ha cercato di entrare in casa, forzando la porta d’ingresso bloccando la stessa e rimanendo uno all’esterno e l’altro all’interno. L’uomo non si arrende, scende in strada e continua a gridare e minacciare la donna, ma all’arrivo della polizia, allertata dalla donna, l’uomo ha cercato di scappare, ma la sua fuga è stata breve. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito in carcere.

Rapinate diverse farmacie a Bari

Rapinate dele farmacie di Bari, l’ultima, la farmacia Calabrese, in viale Salandra. I rapinatori erano griffati dalla testa ai piedi: occhiali a mascherina all’ultima moda griffati Carrera, cinta Burberry, borsello a tracolla Louis Vuitton. Che fossero tutti prodotti acquistati nei negozi del centro,taroccati o provenienti da furti e altre attività illecite, poco importa, resta di fatto che così i giovani rapinatori di usano questo travestimento, per confondersi tra la gente, e forse è proprio questo che garantisce ai giovani rapinatori l’opportunità di non destare sospetti, almeno fino a quando non salta fuori la pistola.
Incassato il denaro, i rapinatori si sono dati alla fuga, verso via Capruzzi. Nel negozio, in quel momento, non c’era nessun cliente, solo il proprietario e i due dipendenti. Proprio quest’ ultimi hanno notato le griff e descritto il tutto agli agenti di polizia, i quali ritengono essere dettagli da non sottovalutare. Le indagini sono in corso, mentre, fra i farmacisti, si attende con apprensione l’avvio delle misure di sicurezza garantite dal prefetto Schilardi: vigilanza fissa per le zone maggiormente colpite e la possibilità di utilizzare sistemi di sicurezza passiva.

Due bombe nelle acque di Bari

Domenica mattina, poco dopo le dieci, a Santo Spirito (quartiere di Bari ), nei pressi della zona «Galeone», sul lungomare Cristoforo Colombo, quando la spiaggia era gremita di gente in cerca di sole e di refrigerio, una famiglia fa il bagno e immergendosi nell’acqua vedono che sui fondavi vi erano due bombe della seconda guerra mondiale. A scoprirlo un carabieniere che ha fatto scattare subito l’allarme e chiamato la capitaneria di porto e la Polizia.
Tra la gente subito si è diffuso panico e curiosità per la scoperta del carabiniere. Subito, è stata interdetta l’area alla balneazione e i bagnanti sono stati avvisati del ritrovamento e invitati ad allontanarsi. L’area rimarrà chiusa ai bagnanti e ai diportisti per diversi giorni, fino a quando la Capitaneria di porto e gli artificieri non predisporranno un piano di recupero delle due bombe che poi dovranno essere fatte brillare, in apposite aree attrezzate, in tutta sicurezza.

Quell’ultimo messaggio lasciato su facebook da Anna

E’ un autentico «giallo» l’uccisione di Anna Costanzo, 50 anni, figura mitica nel mondo del teatro, del cinema, della moda pugliese. Gli investigatori stanno scandagliando nella sua vita e nelle tracce lasciate , a cominciare dalle condizioni in cui il fratello minore della donna, ha ritrovato il corpo. Sarà poi il medico legale Alessandro Dell’Erba a stabilire nel corso dell’autopsia,se la donna abbia subito violenza sessuale e quale sia stato l’evento che ne ha provocato la morte.
Probabilmente il corpo alla testa le è stato inferto con un corpo contundente, forse (ma è solo un’ipotesi) quella statuina di legno, raffigurante un simbolo etnico, notata dal fratello sul pavimento, proprio all’ing resso dell’appartamento di Anna. Di «anomalie» sulla dinamica dell’omicidio parla il pm inquirente, Gaetano De Bari, non escludendo che l’uccisione possa essere avvenuta in un luogo dell’abitazione diverso dal bagno in cui è stato trovato il corpo. Ma le tracce e le persone su cui indagare sono anche altre. Secondo alcune testimonianze, la vittima aveva trascorso la serata in una discoteca in compagnia di un cugino e di un’amica. Il cugino l’avrebbe accompagnata a casa in auto, intorno alle 2,30 di notte. L’indomani, cioè ieri, Anna Costanzo doveva affrontare una giornata di lavoro piuttosto impegnativa: al mattino, doveva trovarsi di buon’ora nel suo centro estetico, in via Abate Gimma; nel pomeriggio doveva recarsi a Martina Franca, per truccare gli artisti del Festival della Valle d’Itria.
Ma tornata a casa, Anna non è mai andata a dormire. La Polizia sta lavorando su un messaggio apparentemente lasciato da Anna sul suo profilo Facebook intorno alle 3,30 del mattino, cioè un’ora dopo il suo ritorno dalla discoteca.Nella casella intitolata «A cosa stai pensando?», è scritto: «Ore 19,20 16 ore fa – appena rientrata ho conosciuto tre tipi… verranno???».
Chi ha scritto realmente quelle parole? E’ stata Anna, rivelando così un possibile appuntamento al buio con tre uomini, oppure a scrivere quel messaggio è stato il suo assassino con lo scopo di depistare? Probabilmente lo stesso uomo che è riuscito ad entrare in casa senza bisogno di forzare alcuna porta? Intanto gli agenti hanno sequestrato il personal computer di Anna Costanzo e stanno analizzando tutti i contatti telefonici e online avuti nelle ultime ore di vita.

La morte di Anna Costanzo

Notte bianca in questura. Si indaga sulla morte della sig.ra Anna Costanzo, truccatrice del Petruzzelli ed estestica al di fuori del teatro. Gli uomini della Mobile, diretti dal dottor Luigi Liguori, stanno ricostruendo le ultime ore di vita della truccatrice cinquantenne che lavorava per la Fondazione lirica «Petruzzelli». Dalle indagini affiorano clienti e amiche che hanno incontrato la vittima giovedì e venerdì, per un caffè o per una ceretta o per il pedicure. Ma c’è anche un sospettato ufficiale :l’ex fidanzato della vittina : Alessandro Angelillo, 33 anni e commesso nel negozio di ferramenta di un suo zio, in centro. Angelillo nonostante fosse incensurato è stato torchiato per tutta la notte e fino alla tarda mattinata del 12 luglio, in questura. Dopo ore di interrogatorio, i poliziotti, d’intesa con il pm Gaetano De Bari, gli comunicano che da quel momento in poi ha perso la «veste» di «persona informata sui fatti» ed è ufficialmente indagato, con la ipotesi accusatoria di omicidio volontario. In qualità di indagato, Alessandro Angelillo nomina due difensori,gli avvocati Mario Russo Frattasi e Pierfrancesco Clemente. Gli investigatori aprono ufficialmente l’interrogatorio della «persona sottoposta a indagini» ma il giovane si avvale della facoltà di non rispondere. Intorno alle 20 dello stesso giorno, lascia la questura. Oggettivamente è presto per puntare il dito accusatore contro qualcuno. La iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto a garanzia della persona sulla quale si addensa qualche sospetto, anche teorico, oppure che cade in contraddizione durante l’interrogatorio. Dell’interrogatorio di Angelillo-teste non trapela nulla, a parte il fatto che avrebbe detto che all’ora del delitto era a casa sua a dormire.

Baby gang a Parco 2 Giugno di Bari

Una pattuglia della polizia municipale in servizio nel quartiere Carrassi di Bari è stata a rincorrere la piccola orda di giovani barbari per porre fine alla scorreria avvenuta a largo 2 giugno di Bari, dove hanno devastato uno spicchio di parco.
I vigili urbani sono intervenuti dopo aver raccolto la richiesta di aiuto giunta alla centrale operativa da parte di alcuni genitori spaventati dai comportamenti della comitiva composta da adolescenti, paura di essere coinvolti insieme ai loro figli dai sassi che i vandali lanciavano come passatempo ai lampioni e cassonetti dei rifiuti, presenti nel parco. Gli agenti, aiutati anche dal personale della Multiservizi, hanno individuato il gruppo dei ragazzi, e dopo averli bloccati hanno proceduto alla loro identificazione. I cinque fermati, tutti residenti in zona, di età compresa dai 14 ai 17 anni sono stati affidati ai rispettivi genitori fatti giungere sul posto. Gli agenti hanno infine effettuato una ricognizione per verificare se erano stati causati danni all’arredo.

Targa falsa, denunciato uno scooterista

Nella provincia di Bari, proprio a due passi dal capoluogo pugliese, una pattuglia di motociclisti della Polizia Municipale ha fermato uno scooter Gilera Typhoon 50 con due persone a bordo, per effettuare dei controlli. Durante gli stessi, è emerso che il proprietario dello scooter, viaggiava sullo stesso senza copertura assicurativa e una targa abusiva. La targa era stata realizzata artigianalmente con un pezzo di lamiera tagliata con le stesse dimensioni di quella omologata e con il numero di targa creato con i trasferibili adesivi.Pertanto è stato inevitabile, da parte degli agenti di polizia, non denucinare l’uomo, per il reato di uso di atto falso, e ciò ha comportato anche un verbale di 2470€, di cui 1690€ perché circolava con una targa irregolare, e 780e perché circolava senza copertura assicurativa, oltre al sequestro del ciclomotore.

Bari : serve soccorso? Invia un sms…

Parallelamente al servizio del 113, è nato un servizio che utilizza gli sms : «Sms sicuri e mai soli».
E’ un servizio di soccorso dedicato agli audiolesi, lo stesso è stato presentato nella questura di Bari che è la decima questura ad averlo attuato, dal dirigente delle Volanti, Giorgio Oliva. Per usufruire di tale servizio, è necessario solo comporre il seguente numero 334/6909032 e indicare il tipo di soccorso di cui si ha bisogno. Questo perchè lo stesso servizio, debba dare le coordinate e le giuste indicazioni ai mezzi del 118 e 115. Il servizio sarà gratuito solo per gli audiolesi che si iscriveranno attraverso un modulo scaricabile dal sito della polizia di Stato, alla banca della polizia. A loro, come a tutti, si consiglia di inserire il numero nella memoria del telefonino identificandolo come «113», in modo tale che appaia come primo numero della rubrica telefonica, facilitando l’invio del messsaggio. Gli altri utenti che usufruiranno del servizio, pagheranno il costo dell’sms come previsto dal proprio gestore telefonico. Il servizio è di sicuro utile, ma va precisato che chi dovessere richiederne qualora non fosse in caso di reale necessità, poterebbe incorrere in denunce per falso allarme e mobilitazione delle forze dell’ordine ed emergenza.

Arrestati minori a Bari

Non era la prima volta che la baby gang, avesse effettuato rapine nel barese. Lo scorso aprile avevano sotto tiro con una pistola una bambina di cinque anni per costringere la madre a consegnargli l’incasso; questo in un supermercato nel quartiere Palese di Bari, dove i tre rapinatori riuscirono a fuggire con un bottino di 1300 euro.Dopo questa, altre due rapine compiute il 30 maggio ne giro di poche ore, la prima ai danni della stazione di servizio Q8 di via Napoli, la seconda al supermercato Sidis di via Cilea. La polizia ha arrestato il “palo” della baby gang, un quattordicenne, che è stato rinchiuso nel carcere minorile di Bari, accusato di rapina aggravata e sequestro di persona in concorso. Era l’unico ad aver agito a volto scoperto, e per questo motivo è stato riconosciuto dalle forze dell’ordine. Dopo l’arresto del ragazzo, suo cugino, appena un anno più grande, si è costituito alla polizia autoaccusandosi delle varie rapine.

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