Dopo allagamenti cede intonaco da tribunale,rischio chiusura

Tribunale di Bari

Tribunale di Bari

Per il presidente del Tribunale di Bari, Vito Savino, dopo il cedimento di pezzi di intonaco dalla facciata principale del palagiustizia di via Nazariantz, e viste le condizioni in cui versa l’edificio, si prospetta il rischio di chiusura dell’edificio, con ”un sequestro senza facolta’ d’uso”.

Sulla inadeguatezza strutturale del palazzo ad accogliere uffici giudiziari, infatti, e’ gia’ in corso da anni una inchiesta.

Ora, per Savino ”si profila l’ipotesi di sequestro senza facolta’ d’uso”. ”Sarebbe un caso clamoroso di non esercizio della giurisdizione. La situazione – ha concluso – e’ tragica e siamo ormai all’insopportabilita’ delle cose”.

Fonte by Ansa.it

Foto by studiocianciola.it

Latitante barese arrestato in Germania

Il latitante barese Giovanni Pancotto, di 48 anni, ritenuto responsabile di aver ucciso con un colpo di pistola all’addome il presunto boss Michelangelo Stramaglia, di 49 anni è stato arrestato in Germania ad Irschenberg dalla polizia tedesca su indicazione dei carabinieri del comando provinciale di Bari, che avevano inviato dettagliate informazioni all’Interpol e alla divisione Sirene. Secondo le indagini dei carabinieri, Stramaglia era a capo di un clan mafioso camorristico che gestiva il traffico di sostanze stupefacenti e l’usura nella cittadina di Valenzano e in alcuni Comuni limitrofi. La vittima era inoltre ritenuta referente dello storico clan mafioso Parisi di Bari. Pancotto è stato catturato Nei confronti del latitante pendeva un mandato di cattura internazionale firmato dal gip del tribunale di Bari il 3 giugno scorso, su richiesta del pm inquirente della Dda Elisabetta Pugliese. L’omicidio fu compiuto a Valenzano (Bari) il 24 aprile 2009.

Dia di Bari : operazione antimafia aste giudiziarie

E’ stata condotta dalla Dia di Bari, un’operazione antimafia contro il fenomeno dell’infiltrazione criminale nel campo delle aste giudiziarie. Le indagini,che riguardano aste giudiziarie tenute tra il 2004 e il 2008,erano incominciate da oltre un anno e hanno portato al fermo di cinque persone, tra cui un avvocato e imprenditori locali; inoltre, sono circa trenta le persone indagate, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta ed estorsione, dando la possibilità a professioni e imprenditori di controllare le aste e aggiudicarsi l’acquisto di immobili.Gran parte delle aste venivano decise negli studi dei professionisti coinvolti piuttosto che in Tribunale. Sui beni veniva poi redatta una scrittura privata che serviva a suddividere la proprietà tra i componenti del gruppo. Il tutto ha portato al sequestro di beni immobili per un valore di 500 mila euro.

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